Migliorare l’ambiente di lavoro aiuta a ridurre la spesa sanitaria

In base alle statistiche redatte sui dati comunicati dall’assistenza previdenziale pubblica, risulta che oltre il 60% delle assenze dal lavoro, che vengono giustificate come “malattia”, sono in realtà determinate dallo stress. Moltissime persone, cioè, non riescono a reggere il carico operativo, o a conciliare la vita personale e quella professionale, e alla fine hanno un cedimento psicologico che porta ad una perdita di ore di lavoro, e ad un ulteriore carico sulla spesa pubblica.

Va da sé, dunque, che per risolvere questa situazione bisognerebbe cercare di migliorare l’ambiente di lavoro, in modo che i dipendenti e i collaboratori possano sentirsi più a proprio agio, aiutati anche nelle incombenze quotidiane, e possano dunque ridurre lo stress e le ore di assenza. Impossibile? Niente affatto, perché un esperimento è già stato fatto, con risultati molto soddisfacenti. Si è pensato di provare una nuova modalità operativa proprio nell’ambito della sanità pubblica: si sa, infatti, che ospedali ed altre strutture mediche soffrono per la carenza di mezzi e di personale, e che chi ci lavora, dai medici, agli infermieri, agli inservienti, spesso è sottoposto ad uno stress davvero molto elevato. Si è così condotta un’indagine per capire quali siano i fattori che fanno maggiormente soffrire i lavoratori, e quali invece potessero essere le possibili migliorie da poter apportare. Tra i maggiori fattori di stress si è registrata soprattutto una mole eccessiva di compiti da sbrigare, ma anche la difficoltà di poter gestire la famiglia, specie per chi ha dei figli, con dei turni di lavoro spesso massacranti e penalizzanti. Tra le cose che invece potrebbero contribuire a migliorare il lavoro, si sono enumerati in primis la capacità di comprendere bene i propri compiti, ma soprattutto l’idea di trovarsi in un ambiente collaborativo, dove poter suddividere gli impegni e sentirsi quindi coadiuvati dal resto dello staff. Su questi presupposti, la FIASO (Federazione delle Aziende Sanitarie Pubbliche) ha deciso di condurre un esperimento su 645 mila dipendenti di 19 ASL e Ospedali, che è stato chiamato “Benessere organizzativo”. Si è cercato di dare un numero maggiore di servizi, ad esempio, la possibilità per le mamme lavoratrici di poter usufruire di un asilo nido. Si è inoltre cercato di razionalizzare l’orario di lavoro, i turni, e di creare in generale un’atmosfera più rilassata e collaborativa tra i colleghi. I risultati non hanno tardato a farsi vedere. Le assenze per malattia sono scese di un terzo rispetto al periodo precedente, e la percentuale di persone che ha accusato malesseri da stress è calata dal 25 al solo 10%. Se si pensa alle conseguenze di questo esperimento, si capisce facilmente come i vantaggi siano innumerevoli. Persone che lavorano più volentieri sono anche più efficienti e motivate, ed offrono quindi un servizio migliore (dato non trascurabile, visto che nello specifico si sta parlando di sanità pubblica). Ma soprattutto, il risparmio in termini economici che ne deriva è una vera e propria “spending review”. Le giornate lavorative recuperate sono circa 30 milioni, e gli euro risparmiati ben 3 miliardi. Quello che adesso ci si può augurare, dunque, è che questo non resti un esperimento isolato, ma diventi una buona pratica che si diffonda rapidamente ad altri uffici pubblici, ed anche privati.