La Carta dei Diritti Universali del Lavoro

L’Articolo 1 della Costituzione Italiana così recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Purtroppo però questo assunto fondamentale molto spesso, nella realtà dei fatti, viene negato. La situazione del mondo del lavoro nel nostro Paese oggigiorno offre un panorama davvero poco rassicurante, con la disoccupazione alle stelle e dipendenti spesso costretti ad accettare condizioni poco dignitose pur di poter avere uno stipendio, o condannati al precariato a vita.

Per questo motivo uno dei principali sindacati dei lavoratori presenti in Italia, la CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) ha deciso di redigere un documento che si chiama “Carta dei Diritti Universali del Lavoro”. A presentarla è stata il segretario generale del sindacato, Susanna Camusso, durante un incontro pubblico che si è svolto a Roma il 18 gennaio 2016. In quell’occasione la Camusso ha spiegato in che cosa consiste la Carta. Essa è uno Statuto, una raccolta di norme e regole che vanno a regolare qualunque forma lavorativa, e che sarà sottoposta al vaglio di tutti gli iscritti al sindacato al fine di poterle conferire una validità riconosciuta dalle istituzioni. L’obiettivo è quello di restituire a tutti i lavoratori la dignità che meritano, e tornare a far sì che il diritto al lavoro torni ad essere riconosciuto e rispettato per tutti. La campagna per la sottoscrizione della carta si è svolta da gennaio fino a marzo. Un pullman ha girato l’intera penisola, dal nord fino all’estremo sud, per spiegarne i contenuti e per raccogliere il maggior numero possibile di consensi, ma anche spunti e critiche. Come ha detto la Camusso, lo scopo che la CGIL si prefigge con l’istituzione di questa Carta “è quella di proporre il lavoro come punto di creazione della ricchezza del nostro Paese, ma anche come punto di vita dignitoso delle persone.” Della Carta dei Diritti Universali del Lavoro si è così discusso moltissimo nelle ultime settimane, in vari luoghi e in diverse città della penisola. A Genova si è svolto un incontro con i rappresentanti della locale CGIL, dove si sono fissati alcuni dei punti che sono ritenuti fondamentali per uno Statuto dei lavoratori. Il primo aspetto considerato è stato il profondo cambiamento che il mondo del lavoro ha subito negli ultimi decenni, che si è andato sempre più orientando verso forme di gestione autonoma piuttosto che subordinata. Questo dunque implica la necessità di rivedere tutta una serie di norme che fino ad ora hanno avuto come oggetto principale il lavoro dipendente. Si è poi parlato dell’importanza della previdenza sociale, ovvero della necessità di assicurare una pensione dignitosa a tutti, anche ai più giovani che vivono perennemente in condizioni di precariato. Si è infine affrontata la spinosa questione dei voucher, che molto spesso sono sfruttati in modo improprio dai datori di lavoro, e questo è un aspetto che riguarda molto da vicino la realtà ligure. Della Carta dei Diritti Universali del Lavoro si è parlato anche presso il prestigioso Ateneo di Urbino, l’Università “Carlo Bo”, in un incontro a cui hanno preso parte non solo i rappresentanti dei sindacati ma anche docenti di Diritto del Lavoro. Questi ultimi hanno ribadito il concetto per cui dare una norma definita al mondo del lavoro significa garantire le basi stesse della democrazia italiana, secondo quanto scritto nella Costituzione. In questa sede cioè si è discusso molto degli aspetto etico e sociale del lavoro che la Carta deve tutelare. Ad aprile avrà inizio la raccolta firme per il riconoscimento ufficiale della Carta dei Diritti Universali del Lavoro.