Mercato unico digitale: trovare lavoro con un click

Tra mercoledì 6 e domenica 10 aprile 2016 si è svolto a Perugia il Festival del Giornalismo, nell’ambito del quale è stato affrontato un tema molto importante e di stretta attualità, tra i molti altri con i quali si sono confrontati relatori ed intervenuti. La tematica in questione è il modo in cui cambia il lavoro in un mondo sempre più digitalizzato, come si può fare affinchè lo sviluppo digitale sia armonico e non crei gap tra persone che sanno usare l’informatica e quelle che invece non ne sono capaci, e molti altri aspetti che pone lo sviluppo futuro della rete.

Il titolo del convegno in questione è stato “Mercato unico digitale: trovare lavoro con un click”, a significare anche come le nuove tecnologie, che hanno cambiato moltissime delle abitudini quotidiane, abbiano finito per cambiare l’aspetto anche del mondo del lavoro e del modo in cui si cerca un impiego. Tra coloro che sono intervenuti c’erano Diego Ciulli di Google Italia, Riccardo Luna di Digital Italian Champion, Roberto Viola, responsabile della Direzione Generale Communications Networks, Content and Technology alla Commissione Europea e Lorenzo Robustelli, direttore del giornale telematico Eunews. Il primo argomento che è stato messo sul tavolo di discussione e che riveste un particolare interesse sono le azioni previste dalla Comunità Europea per spingere sempre più verso la digitalizzazione dei servizi, e dunque verso la formazione di personale specializzato che abbia dimestichezza con l’informatica, la rete e l’uso delle principali applicazioni internet. Il 18 aprile infatti è prevista la presentazione di un piano di investimenti per il valore complessivo di ben 50 miliardi di euro. L’intervento dell’Europa per dare un sostegno al mondo del lavoro è infatti imprescindibile, soprattutto per poter realizzare nel concreto le misure previste nel piano Juncker. Questi soldi saranno spesi in molte direzioni, alcune delle quali al momento sembrano pura fantascienza ma possono rappresentare il futuro lavorativo per molti giovani: ad esempio l’IoT, Internet of Things, il grafene, la robotica. Le professioni sono cambiate, come è noto, e probabilmente in futuro questo processo accelererà ulteriormente; per questo è molto importante inoltre che parte di questi fondi vengano investiti anche nella formazione, non solo delle generazioni più giovani ma anche degli ultra quarantenni. Sotto questo aspetto si è già mosso il colosso di Mountain View, Google, che con il progetto “Crescere Digitale” offre dei corsi per i ragazzi iscritti a garanzia Giovani e 3 mila tirocini retribuiti da svolgere all’interno delle piccole e medie aziende italiane. Un altro aspetto molto importante da considerare consiste nel rendere accessibile l’utilizzo di internet e del computer, e di ogni altra fonte digitale, da parte di tutti: in Italia ci sono ancora circa 22 milioni di cittadini che non hanno accesso al web, e in questo campo è necessario che sia il Governo a mobilitarsi affinchè tutto il territorio nazionale sia fornito di questo servizio sempre più imprescindibile. Il panorama che si prospetta è vivace, variegato ma anche impegnativo. Le istituzioni spingono decisamente verso l’informatizzazione del mondo del lavoro, e questo quindi richiede un grande sforzo da parte degli occupati e di chi è in cerca di occupazione. Inoltre questo implica anche un mutamento sociale, e quindi uno sforzo collettivo per entrare in un nuovo ordine di idee rispetto al passato.