I giovani e il lavoro

I dati sulla disoccupazione, specie su quella giovanile, sono tra i segnali più preoccupanti della crisi economica che attanaglia l’Italia; non bisogna però trascurare di sottolineare anche i dati positivi e confortanti, soprattutto perché possono fornire delle utili informazioni al fine di capire in quale direzione potrebbe essere più opportuno muoversi in futuro. Recentemente Assolavoro si è preoccupata di focalizzare la sua attenzione su uno dei mezzi più usati per cercare un nuovo impiego, le cosiddette Apl (Agenzie per il lavoro).

Queste realtà, meglio note come agenzie interinali, si pongono come intermediarie tra le aziende e chi cerca un lavoro, fornendo dei contratti a tempo determinato in cui il nuovo assunto non viene contrattualizzato direttamente dall’azienda, ma dall’agenzia stessa. Secondo Assolavoro questa modalità di rapporto lavorativo ha portato a dei risultati sorprendenti. Infatti, dai dati raccolti si evince che poco più della metà dei contratti di somministrazione (quelli cioè stipulati con un’agenzia) riguardano giovani con meno di 35 anni di età; il 37,7% invece riguarda giovani con meno di 30 anni di età.

Nel primo trimestre del 2016, inoltre, più del 10% dei contratti di lavoro stipulati dalle agenzie è stato non a tempo determinato, ma a tempo indeterminato, con una crescita di oltre il 100% rispetto allo stesso arco di tempo dell’anno scorso. Cosa si può dedurre da questi numeri? Per prima cosa si deve sottolineare come in Italia i rapporti di lavoro scaturiscano quasi sempre da contatti di tipo informale; questo vuol dire che la presenza delle Apl sul territorio potrebbe farsi sempre più importante in futuro.

Le Apl lavorano soprattutto con i più giovani, ovvero con coloro che entrano nel mondo del lavoro per la prima volta ed evidentemente hanno la necessità di qualcuno che li aiuti e li guidi in questa nuova realtà. Il vantaggio di essere assunti con un contratto di lavoro a tempo determinato, attraverso un’agenzia intermediaria, sta nel fatto che il giovane subisce un processo di crescita e formazione. Può capitare che il rapporto non funzioni per via di incompatibilità ambientali, di non idoneità al lavoro, o per molteplici altri motivi che sta all’agenzia valutare in modo tale da poter trovare, per la volta successiva, un impiego più corrispondente alle capacità e alle aspettative del lavoratore. Viceversa, nel momento in cui l’incontro tra domanda e offerta dovesse avere un buon esito, sarà sempre cura dell’agenzia fidelizzare sempre più il rapporto tra il dipendente e l’azienda, in modo tale che il contratto possa tramutarsi da tempo determinato a tempo indeterminato.

I ragazzi hanno dunque compreso quanto la specializzazione e la formazione siano indispensabili nel mondo del lavoro contemporaneo, dove non è più possibile improvvisarsi come in passato ma, per avere delle buone oportunità, ci si deve attrezzare anche usando i canali più adeguati. Le Apl cioè non servono tanto alla gestione dei contratti, quanto più alla gestione del lavoratore: grazie all’esperienza acquisita si riesce a collocare al meglio ogni soggetto, con reciproca soddisfazione tanto del somministratore di lavoro che del lavoratore. Attraverso un meccanismo di introduzione nel mondo del lavoro come quello proposto dalle Apl, che premia chi lavora bene e invece penalizza coloro che non sono sufficientemente motivati, crescono anche i livelli di serietà e professionalità. In questo modo le nuove generazioni crescono in una direzione che potrà garantire loro buone armi per combattere la disoccupazione.