Lo stato degli infortuni sul lavoro in Italia dato dall’INPS

L’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) è l’ente che in Italia si preoccupa di gestire i rapporti tra dipendenti e datori di lavoro, in caso di malattie o infortuni. Quindi, è l’ente maggiormente qualificato per avere un quadro complessivo della situazione, per individuare i miglioramenti che ci sono stati nella prevenzione (se ci sono stati), e soprattutto per capire quali siano i settori che è possibile implementare, e quali gli interventi da mettere in atto per garantire una sempre maggiore tutela di tutte le parti attive in un rapporto di lavoro.

Riguardo ai dati raccolti nel 2014, questo è quanto è emerso. Il dato più interessante riguarda il numero di denunce relative agli infortuni che avvengono sul posto di lavoro: dal 2009 ad oggi essere sono venute sempre più scemando, da 887 mila (2009) a 658 mila (2014). Il calo maggiore, in percentuale, ha riguardato i lavoratori uomini, e il nord del Paese. Altri numeri confortanti sono quelli che riguardano le morti sopravvenute per incidenti sul lavoro: anche queste sono scese sensibilmente, da 893 a 833. Questi dati confortanti, però, si ridimensionano andando a considerare i settori produttivi che sono maggiormente interessati dal calo delle denunce: si tratta di quello delle costruzioni, in primis, seguito da trasporti, metallurgico e metalmeccanico. Si tratta ovvero di quegli ambiti che hanno maggiormente risentito della crisi economica, facendo registrare molti licenziamenti. C’è però un settore che, pur essendo stato fortemente penalizzato dalla crisi economica, non ha fatto registrare miglioramenti per quel che concerne il settore infortuni, anzi, ha fatto registrare un aumento degli incidenti, anche, purtroppo, mortali. Si tratta dell’edilizia, e la motivazione possibile è che gli operai impiegati in questo campo spesso non sono adeguatamente formati, in quanto per lo più immigrati, e quindi si tratta di lavoratori maggiormente esposti ad infortuni causati dalla poca esperienza, o dall’imperizia nell’uso dei macchinari. L’INPS però non fa un consuntivo di questi dati a puro scopo statistico: l’obiettivo è sempre finalizzato ad individuare pratiche che possano migliorare la gestione complessiva del settore della sicurezza e della prevenzione. Così, anche per il 2015 si sono messi a disposizione dei finanziamenti che si possono attingere tramite il bando ISI. Tramite questo bando sono messi a disposizione dei richiedenti, fruibili tramite la presentazione di un progetto, ben 267 milioni di euro. I progetti che si possono presentare fino al 7 maggio possono avere un importo che va dai 5 mila ai 130 mila euro, e la percentuale che può essere sottoposta a finanziamento è del 65%. I motivi per cui appare importante incentivare sempre il settore delle prevenzione e della sicurezza sul lavoro non sono solo di ordine etico e morale, ma anche economico. Secondo dati raccolti a livello internazionale, infatti, si possono risparmiare anche cifre ingenti sul sistema sanitario, circa le cure mediche, ed anche in termini di assenteismo sul lavoro, implementando i sistemi di sicurezza e prevenzione. Si tratta quindi di un aspetto che nessuno Stato dovrebbe mai trascurare, tenendolo anzi come uno dei principali obiettivi a cui puntare, per molteplici motivazioni.