Le professioni del futuro

Per quanto si dica sempre più spesso che le nuove tecnologie non sono soltanto qualcosa che ha cambiato la nostra quotidianità, ma che possono rappresentare un nuovo campo di impiego in un momento storico in cui c’è tanta carenza di lavoro, sembra che in Italia quest’ultimo aspetto non sia ancora stato compreso, e soprattutto sfruttato, pienamente. Le competenze informatiche, o come vengono chiamate, STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics), sono sempre più richieste da aziende e imprese e, paradossalmente, non ci sono abbastanza risorse umane per questo tipo di domanda.

Le cose devono cambiare, e in fretta, in quanto questo particolare campo d’impiego presenta un altro aspetto interessante, ed è la sua fruibilità anche da parte delle donne. Le pari opportunità vengono tanto sbandierate ma ci sono settori impiegatizi ancora preclusi alle donne. Questo non accade invece quando si parla di informatica e programmazione, che non sono di appannaggio esclusivamente maschile, tutt’altro. Lo dimostra il progetto che sta portando avanti Avanade Italy. Avanade è una società nata nel 2000 negli USA da un accordo stretto tra Accenture e Microsoft. In sostanza, si tratta di un polo tecnologico che intende offrire i suoi servizi alle aziende che ne facciano richiesta, proponendo soluzioni informatiche e un servizio di consulenza e assistenza. Avanade ha deciso nel 2015 di aprire una sua filiale in Italia, e più precisamente in Sardegna, a Cagliari. Sin da subito però si è notato come, davanti a una richiesta di personale specializzato necessario per il tipo di lavoro proposto dall’azienda, non ci fosse una risposta adeguata. Detto fatto, si è pensato allora di offrire ad un gruppo selezionato di candidati una formazione completa, effettuata a distanza in modo tale da ridurre i costi. Il pensiero è andato subito all’altra metà del cielo, alle donne, che sono state coinvolte in questo progetto. Sostanzialmente, l’idea di creare una sorta di “accademia” per donne è nata dalla necessità da parte di Avanade di effettuare 100 assunzioni entro il mese di agosto 2017. La metà di questo personale sarà destinato al centro di Cagliari. Si è pensato allora di privilegiare le donne, creando la cosiddetta “Pink Academy” in collaborazione con Work Wide Woman, l’Università Bocconi e il Politecnico di Milano. La vera innovazione è stata nella modalità scelta per avviare i corsi di formazione, a distanza tramite webinair da seguire tramite pc. In questo modo le candidate non hanno avuto la necessità di spostarsi dal loro luogo di residenza, ma sono state coinvolte in corsi full immersion della durata di 120 ore complessive, completamente gratuiti. Al termine sono state selezionate 7 donne ogni 10 per proseguire il percorso formativo, con un training di quattro settimane finalizzato all’assunzione. Linda Serra, CEO di Work Wide Woman, ha espresso la sua soddisfazione per la formula che è stata escogitata, definendola “democratica” perché davvero alla portata di tutti, anche per la facilità di fruizione dei materiali necessari per seguire il corso. Soddisfatte anche le ragazze che sono state coinvolte e che ora sperano in un’assunzione. Come ha detto in un’intervista una di loro, trovare lavoro è difficile ma è assolutamente prioritario per poi poter fare qualunque altro tipo di pianificazione nella vita. In particolar modo, per una donna avere un impiego è basilare se vuole anche formarsi una famiglia ed avere dei figli. Le tecnologie informatiche sembrano così essere diventate un buon modo per migliorare la vita delle donne.