I risultati del programma Garanzia Giovani in Lombardia

Il programma Garanzia Giovani che si sta svolgendo in Italia fa parte di un più ampio piano europeo chiamato Youth Guarantee. La Comunità Europea ha infatti deciso di stanziare dei finanziamenti per quei Paesi, come l’Italia, in cui il tasso di disoccupazione giovanile sia superiore al 25%. I soggetti a cui il piano si rivolge sono i NEET, acronimo che sta per Not in Education, Employment or Training, ed indica quei giovani, di età compresa tra i 15 e i 29 anni, che non sono più studenti, ma ancora non fanno parte attiva del mondo del lavoro.

Per loro, vengono proposti tirocini ed inserimenti lavorativi che siano di aiuto per entrare in contatto con le realtà imprenditoriali del territorio, comprendere le proprie qualità, e capire quale sia l’orientamento da seguire per il proprio futuro lavorativo. Circa l’efficacia dei vari piani di inserimento lavorativo attuati dalle regioni italiane si sono sentiti pareri discordanti: per alcuni commentatori la Garanzia Giovani è un’ottima opportunità per i ragazzi della fascia di età considerata. Per altri invece è solo un’ennesima formula di sfruttamento incapace di creare un reale aumento dell’occupazione. Ecco quali sono i dati relativi alla Regione Lombardia, e quali sono le conclusioni che se ne possono trarre. In questa regione coloro che si sono iscritti al programma sono stati oltre 58 mila, di cui 16 mila provenienti da altre regioni. Tra tutti questi aspiranti, 39.204 hanno già scelto l’operatore con cui svolgere il loro periodo di Garanzia Giovani. Già oltre 20 mila sono stati avviati ad un’attività lavorativa, ed oltre 10 mila invece hanno iniziato un tirocinio. All’interno di questi numeri, si registra una certa parità di percentuale di uomini e donne (53,77% maschi, 46,23% femmine). I contratti stipulati sono per lo più a tempo determinato, anche se si registra una lieve crescita per quelli a tempo indeterminato; inoltre sono stati redatti anche contratti di apprendistato. Per il momento, quindi, i risultati ci sono e appaiono positivi, ma per capire se il piano funziona davvero si dovranno attendere i dati alla lunga distanza, e in particolar modo si dovrà constatare quanti dei tirocini si trasformeranno in posti di lavoro veri e propri. Un altro dato da considerare è la fascia di appartenenza dei giovani che sono rientrati nel piano di Youth Guarantee: infatti il Ministero del Lavoro ha recentemente rivisto i criteri delle fasce (alta o bassa) in cui vengono collocati i candidati. Tali fasce determinano una maggiore o minore possibilità di trovare lavoro senza interventi esterni. La preponderanza di soggetti che sono rientrati nella Garanzia Giovani Lombardia appartiene alla fascia bassa (di bassa intensità di aiuto); questo significa che avevano buone probabilità di trovare un’occupazione anche al di fuori del piano comunitario. In Lombardia è attiva anche la Dote Lavoro, che è un piano regionale di incentivi all’occupazione che privilegia la fascia alta. C’è però da specificare che i criteri adottati non sono gli stessi che nella Garanzia Giovani, e che inoltre per la Dote Lavoro non sussiste il limite di età presente per la Garanzia Giovani. Ciò che si può concludere è che in effetti la Youth Guarantee potrebbe essere uno strumento utile per la ripresa occupazionale, come auspicato dal Ministro Poletti, ma solo se integrato in modo coerente e continuativo con il mondo della scuola, facendo in modo che formazione e lavoro siano consequenziali e ben integrati.