La situazione lavorativa in Calabria dal report Bankitalia

In tutta Italia, nel primo semestre del 2015, si è fatta registrare una timida ripresa del mercato del lavoro: esistono però, purtroppo, delle eccezioni, come ad esempio la Calabria. Bankitalia, come ogni anno, ha presentato il report sul quadro economico della regione, e quello che ne è emerso è un quadro diverso rispetto a quello nazionale, per quanto ciò non impedisca di prevedere una andamento differente per il futuro immediato (2016).

Quello che è apparso con chiarezza è che la Calabria non ha tratto giovamento dei generali segnali positivi che invece hanno permesso, anche in altre regioni del sud, di avere numeri incoraggianti relativamente ai posti di lavoro e all’occupazione. Sergio Magarelli, Direttore della Filiale di Catanzaro della Banca d’Italia, ha curato il report insieme ai ricercatori Giuseppe Albanese, Iconio Garrì e Antonio Covelli, del Nucleo di ricerca dell’istituto bancario. Magarelli, nel presentare il documento, ha paragonato la Calabria ad una nave che è rimasta ancorata in porto, mentre tutte le altre imbarcazioni sono riuscite a mollare gli ormeggi. Ecco nel dettaglio quali sono i numeri che sono stati riportati, ed in che modo possono essere letti in uno scenario più globale. Rispetto alla percentuale nazionale, il tasso di occupazione in Calabria ha fatto segnare 18,5 punti percentuali in meno. Se infatti nel resto della penisola l’occupazione, rispetto allo stesso periodo del 2014, nel primo semestre del 2015 è cresciuta, in questa regione è invece scesa dell’1,1%. Mentre il tasso di occupazione nazionale è di oltre il 50%, in Calabria si attesta intorno al 37%. Il tasso di disoccupazione invece è del 25%, ed il numero dei disoccupati non sembra aver subito sensibili variazioni. Quella che invece è diminuita è la forza lavoro complessiva, per quanto si noti una discrepanza tra uomini e donne. Infatti, da un lato è cresciuto il numero degli uomini che non lavorano, mentre al contrario quello delle donne è diminuito. I dati congiunturali raccolti da Bankitalia hanno incluso sia quelli derivanti dall’Istat che quelli dell’Inps. L’Istituto di Previdenza Sociale ha evidenziato che il numero di ore di Cassa Integrazione è sceso tra il 2014 e il 2015. Insomma, le conclusioni tratte da Magarelli non sono di certo positive, e dimostrano come la regione Calabria non sia ancora stata in grado di avvalersi della ripresa nazionale, restando indietro rispetto al resto d’Italia. Come si diceva, però, le proiezioni per il 2016 non sono affatto pessimistiche, anzi, la speranza è proprio quella che, seppure in ritardo, la Calabria riesca a seguire il trend nazionale. D’altro canto c’è un settore che invece ha già mostrato di essere in ripresa, ed è quello del turismo. Le presenze dei turisti nelle strutture ricettive regionali sono cresciute di quasi il 4%, con una netta preponderanza di visitatori italiani su quelli stranieri, che sono stati di meno rispetto al passato. Anche il commercio ha fatto registrare dei dati positivi, ad esempio riguardo al numero di automobili immatricolate. Tutto questo, quindi, confermerebbe il fatto che la Calabria è solo in ritardo sul resto del Paese, ma che anche qui la ripresa è possibile e forse è prossima a realizzarsi. Le previsioni per il 2016 sono dunque di una crescita delle vendite, almeno per la maggioranza degli intervistati, che si dimostrano ottimisti nei confronti del futuro.