I voucher dell’INPS

Al fine di sfavorire il lavoro nero e di dare un nuovo strumento a chi intende assumere qualcuno per una prestazione di lavoro occasionale, l’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) ha ideato un sistema di pagamento attraverso voucher. I voucher dell’INPS esistono già da un po’ in Italia, ma forse non tutti ancora sanno come funzionano esattamente.

Capita sovente di avere la necessità di far svolgere ad una terza persona qualche piccolo lavoretto: il caso più usuale è quello della baby sitter, ma si potrebbe avere bisogno di un aiuto in giardino, di far sgomberare una soffitta o una cantina, e di molti altri servizi. Ovviamente, si tratta di lavori che non richiedono un’assunzione regolare poiché non occupano che poco tempo, e quindi la persona a cui viene richiesto di svolgerli può farlo anche senza essere contrattualizzato. Anziché però pagare in nero questo genere di prestazione, l’INPS ha pensato di regolarizzali mettendo in commercio i voucher, o buoni di pagamento. I buoni si possono acquistare presso un qualunque rivenditore autorizzato: si tratta di tabaccherie, uffici postali, oppure direttamente presso gli sportelli dell’INPS ed anche presso gli sportelli bancari. Quando si comprano i buoni, si ottiene un carnet dove ogni voucher ha un valore di 10 euro; in alternativa si possono acquistare quelli che hanno un valore di 50 euro non separabili. Il modo in cui poi i voucher vengono usati dipende da chi li acquista: se ne può dare uno per ogni ora di lavoro di chi presta il servizio, ma volendo se ne può dare anche più di uno. Una volta che si sono presi i buoni INPS; nel momento in cui si ha intenzione di utilizzarli per retribuire un lavoratore occasionale, è obbligatorio dare comunicazione all’istituto nel momento in cui il rapporto di lavoro ha inizio. Questa comunicazione deve essere fatta per via telematica, attraverso il portale internet dell’INPS. Tale obbligo è molto importante da osservare, perché se la comunicazione non avviene si rischiano multe anche molto salate, fino a oltre 15 mila euro. Altro obbligo da tenere a mente è quello di non superare i 7000 euro annui in voucher erogati. Ogni committente può cioè retribuire per lavoro occasionale anche diverse persone, a patto che l’importo totale da lui erogato in voucher nell’arco dei 12 mesi non superi mai la somma di 7 mila euro. Come si deve comportare invece chi riceve i voucher in pagamento? Una volta ricevuti già a distanza di soli due giorni ci si può recare in una tabaccheria qualsiasi, o in un altro dei rivenditori autorizzati sopra elencati, per incassare il corrispettivo dei voucher. Il buono ha un valore di 10 euro, ma su ognuno di essi vi è una ritenuta di 2,5 euro, per cui il lavoratore riceve, come cifra netta 7,5 euro. In alcuni casi lo scambio di voucher può avvenire completamente per via telematica, solo però qualora sia il committente che il lavoratore siano iscritti al portale INPS. In questo caso, Poste Italiane emette una card INPS che viene inviata a chi deve incassare i compensi e su cui vengono quindi caricati gli importi dovuti. La carta diventa attiva dopo che è avvenuta una prima ricarica di 5 euro. Nel malaugurato caso in cui si dovessero smarrire i voucher ricevuti, o se questi venissero rubati, si deve subito sporgere denuncia presso le autorità competenti e poi chiedere assistenza presso gli sportelli INPS.