Disoccupazione giovanile in Italia

Il nostro paese si sta impegnando sempre di più per stilare un piano d'attacco contro la disoccupazione che serpeggia tra i giovani, cercando così, di accedere ai 530 milioni di fondi europei, che saranno disponibili dal primo giorno del nuovo anno: è da diverso tempo che si lavora su questo piano e su questo fronte in particolare e, sembra che, si è in procinto di inviare un piano.

Nei prossimi giorni, l'Italia invierà alla Commissione Europea il documento che contiene tutte le strategie per contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile, provando ad assicurare un futuro a tutti quei giovani italiani in cerca di un posto di lavoro: se tutto ciò andasse in porto, si riuscirà a smentire una volta per tutte, i dati e le statistiche concernenti la disoccupazione giovanile under 25 che, attualmente, ammonta al 40%; resta comunque il fatto, che in tutta l'Europa, questa percentuale è pari al 27%. Tutte le forze politiche italiane hanno preso l'impegno di riuscire a fermare questo fenomeno negativo, utilizzando tutti i mezzi necessari, in modo tale da offrire tutte le carte in regola e le possibilità ad un giovane italiano di trovare un occupazione: ci sono già dei risultati rassicuranti, infatti, rispetto al 2010, uno scarso 30% è riuscito a trovare un lavoro nel 2011, anche se più dei due terzi rispondeva ad un lavoro precario.


Tuttavia, quest'iniziativa è stata approvata nel Maggio del 2011 ed è stata chiamata "Gioventù in Movimento". Grazie a questa, si è riusciti a puntare, ed ancora si continua, a migliorare tutte le strutture e le metodologie di istruzione e formazione dei giovani europei, accostando sempre di più gli studenti al mondo lavorativo, cercando di limare il calvario che è nato tra i giovani che hanno sempre studiato alla lettera termini, regole e metodi sui libri e quelle imprese che cercano l'esperienza, la manualità e la praticità. In poche parole, bisogna rendere gli studi e l'istruzione in generale una formazione più plasmata per i giovani ed il mondo del lavoro, consentendo loro una maggiore mobilità nel settore lavorativo europeo: è inoltre appurato che, così facendo, si garantisce un maggior sostegno a questa categoria.

Ci sono comunque sempre dei paletti da rispettare che vanno soprattutto a favore dei giovani, senza penalizzare le aziende: infatti, il primo punto dell'iniziativa è quello chiamato "Garanzia per i Giovani", contenuto anche all'interno delle raccomandazioni del Consiglio dell'Unione Europea da quest'anno, con il quale bisogna garantire ai giovani che non hanno ancora compiuto il venticinquesimo anno di età, un'offerta valida tra tirocinio ed apprendistato, che può essere messa in pratica entro cinque mesi dall'inizio della disoccupazione o, più auspicabile, conclusione degli studi obbligatori. Il secondo progetto, invece, denominato "Iniziativa per l'Occupazione Giovanile", è rivolto nella fattispecie a tutti quei paesi membri che hanno dati preoccupanti per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile. Stando a quanto messo a disposizione dall'UE, i Paesi dovranno cercare dell'azioni che appogino l'istruzione, la formazione e, sorpattutto, l'occupazione, rivolgendo la propria attenzione su tutti quei giovani che non lavorano e hanno la residenza in uno di quei paesi dell'Europa dove il tasso di disoccupazione giovanile è maggiore al 25%, cercando di dare un colpo deciso alla sfiducia ed all'immobilismo.