Quasi 2 milioni e mezzo gli stranieri occupati

Agli inizi del 2013, erano circa 5 milioni, tra regolari ed irregolari, ma il ritmo d'entrata sul nostro territorio nazionale da parte degli stranieri, a causa anche della forte crisi economica, è destinato a fermarsi. A rivelare queste statistiche è l'Ismu, il centro di ricerca specializzato nei flussi migratori che, da pochi giorni a Milano, ha presentato il suo ultimo rapporto. Nel primo mese del 2012, su una base di 5 milioni, erano 2 milioni e 335 mila gli stranieri che avevano un lavoro, ben 82 mila in più rispetto allo stesso mese dell\'anno precedente: questo incremento accertato, è dovuto soprattutto anche all'occupazione femminile degli immigrati, quasi il 10% in più. La ragione va anche assegnata, per oltre l'80%, per l'aumento di richiesta di assistenza familiare, ruolo che viene principalmente occupato dalle donne straniere, anche se non viene disdegnato dalle signore italiane che hanno già raggiunto una certa età e, magari, perso in precedenza la loro occupazione.

STRANIERI DISOCCUPATI

Anche se questo flusso migratorio tende sempre più ad arrestarsi, la disoccupazione tra i multietnici cresce, a causa degli immigrati che offrono la propria disponibilità al lavoro: basti pensare che, nell'anno 2011, erano ben 2 milioni e mezzo, mentre, nell'anno successivo, il 2012, si è registrato un 6% in più, portando questo numero a 2 milioni e 720 mila. Durante il primo semestre 2013, si è registrato quasi il 20% in più di lavoratori stranieri che non hanno un occupazione, quota che è aumentata vistosamente nell'ultimo triennio. In qualsiasi contesto sociologico, la disoccupazione ha sempre rappresentato un problema difficile e drammatico, che sta assumendo caratteristiche multietniche anche in quelle regioni dove l'offerta di lavoro è più ricca rispetto ad altri posti. Infatti, nel Nord Italia, si concentra la maggior parte di stranieri che non hanno un lavoro, dove un disoccupato su cinque è straniero, con la casta maschile che ne ha risentito maggiormente.

EDILIZIA ED INDUSTRIA

Si è registrato un forte calo di occupazione straniere soprattutto nel mondo dell'edilizia e dell'industria, quindi vuol dire che, i settori che sono stati negli ultimi dieci anni una calamita per la manodopera straniera, hanno registrato un'inversione di tendenza, producendo solo cali netti (quasi la metà quelli relativi al settore industriale). La causa di questi dati, invece, si può benissimo attribuire ad una minore richiesta da parte degli imprenditori di manodopera straniera, ma anche dalla maggior offerta di manodopera italiana per questo settore. Come già detto in precedenza, l'unico mercato che tiene duro è quello riguardante l'assistenza familiare che occupa principalmente donne, infatti, è l'unico settore dove negli ultimi anni si sono registrati degli aumenti.

IL MONDO DEL LAVORO È SATURO?

Verosimilmente, secondo tutti gli studiosi dell'Ismu, pensare che nei prossimi anni, la crescita del lavoro svolto da parte degli stranieri possa essere paragonato a quello dell'ultimo decennio, è quasi impensabile, specialmente se si guarda in faccia la realtà oggi. Si può pensare inoltre, che l'economia del nostro paese non avrà certamente bisogno di un alto numero di nuovi lavoratori stranieri, anche perchè molti italiani sono a casa senza occupazione e, molti, dispongono di un lavoro attualmente precario. L'unico settore che può garantire ai multietnici un lavoro è senza dubbio quello dell'assistenza familiare. Secondo lo studio di ricerca Ismu, c'è la necessità di un maggiore inserimento al lavoro fiscale e sociale da parte degli immigrati, in modo tale che tutta la collettività possa trarre dei benefici. Più della metà degli stranieri disoccupati, si è rivolto ai diversi centri per l'impiego, ma solo una piccola percentuale ha beneficiato dei servizi di orientamento e consulenza che questa struttura offre. Impressionante il dato sull'occupazione, infatti, solo lo 0,7% ha ricevuto un'offerta di lavoro.